UP candidato come “Miglior Film” no comments
UP ha una nomination agli Oscar come Miglior Film (oltre che ovviamente come miglior film d’animazione), si vociferava che sarebbe successo con Wall-E l’anno scorso che tra l’altro forse gli era superiore… Certo quest’anno è più ’semplice’, Avatar a parte non ci sono tantissimi film validi e in più hanno espanso le candidature a 10 invece dei classici 5 titoli; mi sembra comunque giustissima la decisione: la Pixar mette anima e corpo nei propri lungometraggi che trascendono il puro intrattenimento per bambini.. da ‘grafico’ poi, vedere la stanza di Mr. Incredibile strapiena di dettagli e poster vintage, è già emozionante.
Gialappa’s e Sanremo 2010 no comments

Che spettacolo! Confermata la diretta della Gialappa’s per Rai dire Sanremo 2010, anche quest’anno quindi abbassate il volume della tv durante il festival e sintonizzate la radio su Radio Due. Il commento del trio più famoso della tv vi farà vivere Sanermo in modo totalmente diverso… consigliato anche a chi ha sempre odiato Sanremo!
Apple sforna un ‘tablet’ iPad? iSlate? no comments
Domani (mercoledi) Steve Jobs (speriamo in buona forma) presenterà il nuovo prodotto che andrà ad affiancare l’offerta Apple tra Mac portatili e desktop, iPod, iPhone… ovvero l’ormai famoso tablet, dispositivo simile ad un grande iPod touch di cui mi sfuggono gli utilizzi per un mercato consumer ma per cui è facile immaginare le possibilità per il settore aziendale, ospedaliero, industriale…

Ancora poche ore e si saprà tutto: si chiamerà iPad o iSlate? schermo OLED o LCD (spero di no)? avrà lo stesso sistema operativo dell’iPhone/iPod per sfruttare l’hardware ereditato appunto dai “piccoli” Apple? Sicuramente sarà pompato come e-book reader (stile Kindle di Amazon) e mi piacerebbe che magari in abbinamento con una speciale penna potesse diventare una buona tavoletta grafica.
Speriamo anche in tanti altri annunci e aggiornamenti (il nuovo OS per iPhone?)!
Recensione di Avatar 3 comments
Iniziamo col dire una cosa, Avatar VA VISTO in 3D (salvo problemi di vista, di principio, economici, religiosi, ahah ehm..) perché è così che deve essere “consumata” questa esperienza “artistica” così come voluta dal regista (e dal suo staff).
La storia, lineare e un po’ prevedibile anche se densa di dettagli minuziosi e nuovi, ci proietta sul pianeta Pandora dove una multinazionale terrestre estrae un minerale nelle vicinanze di un popolo indigeno chiamato Na’vi. Ma non è il punto principale di questo “passaggio” della storia del cinema, e non è neanche lo spirito giusto con cui vederlo: bisogna invece lasciarsi ricoprire come dal fogliame bioluminescente del pianeta, farsi trasportare dalla perfezione della messa in scena e piacevolmente “stordire”.
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L’elemento prettamente fantascientifico, ambientazione a parte, è solo quello degli “avatar“, ovvero corpi creati con il DNA degli indigeni comandabili a distanza, col pensiero perché sul pianeta è il modo migliore per muoversi (e respirare data la diversa chimica dell’aria). Per il resto Cameron parla di quello che ha sempre fatto nei suoi film: di “noi” e lo fa bene, considerato che proveremo gioia, tristezza e affetto per alieni blu che non esistono.
Plagi, citazioni? Qualcuno dice Pocahontas, altri Balla coi Lupi, ma si, c’è un po’ di tutto, io direi anche 300 e L’ultimo Samurai, ma ci si emoziona e si gode ugualmente, ci sono messaggi forti (soprattutto pensando che diventerà una pellicola di riferimento per gli adolescenti di oggi), forse l’esercizio di stile sta proprio nel traslare un ‘classico’ (purtroppo!) della storia dell’uomo, nel futuro e nello spazio. E non posso neanche credere che un esperto come Cameron non abbia pensato alla “debolezza” dello svolgimento un po’ “prevedibile”, ma che anzi il tutto sia stato ponderato per dare possibilità allo spettatore di godere dei dettagli (infiniti) del pianeta con tutta la sua fauna e flora senza sforzarlo con una trama “cervellotica”, un po’ come se fosse uno “svezzamento” al 3D che verrà.
Diciamo anche un’altra cosa, poi basta sulla storia: il regista deve almeno una cena
al grande Miyazaki per il suo Principessa Mononoke (se non l’avete visto vedetelo.. dopo Avatar).
Cameron è comunque il grande regista che riesce a tenere in pugno il quadro generale dell’opera come ritmo ed azione creando allo stesso tempo personaggi di un certo peso (soprattutto quelli femminili… dobbiamo ricordare la mamma di John Connor in Terminator 2?) e ricamando tutto con tecnologia mai superflua, ma sbalorditiva. Ah, a proposito di donne, oltre alla grande Sigourney Weaver per gli amanti di LOST c’è anche l’attrice di Ana Lucia!
Colonna sonora un po’ troppo “etnica” quando descrive il mondo dei Na’vi nel senso banale del termine, per il resto James Horner sottolinea aggiungendo un respiro “epico”. Il suono invece è (ovviamente) pazzesco. Non elegante a mio parere la mossa di fare la canzone dei titoli di coda (Leona Lewis) molto, troppo simile all’altro successo cameroniano cantata da Celine Dion.
In conclusione Avatar è una favola con gli allucinogeni: figlia di questa generazione, ma radicata (è il caso di dirlo) ai nostri istinti più profondi. E’ esaltarsi e gioire per tanta bellezza “digitale” e professionalità ai fini del raccontare un’emozione, lasciandoci pensare che nell’universo da qualche parte esista davvero la stupenda Neytiri e il suo “Popolo”. Imperdibile (soprattutto in 3D, versione a cui è riferita la valutazione in “stellette”).
Rating: 




Esercizi per la vista pre-Avatar 2 comments
Scusate la monotonia, ma l’evento merita una certa attenzione anche da parte del mio sperduto blog! Dal momento che Avatar è stato concepito come primo “vero” film a sfruttare la nuova tecnologia e VA visto quindi in 3D con tanto di occhiali a lenti polarizzate… ecco qualche accorgimento per evitare o almeno alleviare possibili problematiche legate allo sforzo oculare di circa tre ore di visione del pianeta Pandora. Anche se credetemi sarà più brutto toglierli e tornare alla realtà.. a meno che non ci troviamo in qualche posto idilliaco…

Ecco tre semplici consigli:
- non fate le ore troppo piccole nei giorni precedenti per non arrivare affaticati
- se si ha la possibilità è possibile fare una ventina di minuti di esercizi per i muscoli oculari, secondo il mio modesto parere ecco i più importanti e propedeutici alla visione di un film in 3D, sul sito dell’Associazione Italiana Tecnici di Ripresa potrete vedere comunque l’elenco completo:
Palming
Ad occhi chiusi, appoggiare delicatamente le mani a coppa sugli occh senza far toccare le palpebre dai palmi delle mani, poggiando piuttosto la base dei palmi sugli zigomi, cercando di non far filtrare la luce. […]
Esercizio di fusione
Si porta il dito indice davanti agli occhi ad una congrua distanza che permetta di vederlo bene a fuoco. Osserviamolo con attenzione nei dettagli e quindi, senza spostarci, indirizziamo lo sguardo verso un oggetto situato nella stessa direzione del dito, ma più lontano: si formerà un’immagine del dito doppia al cui interno apparirà l’oggetto più lontano. Facciamo poi ruotare la testa ed il dito mantenendo lo “spazio” ottico fra due dita e guardiamo lo sfondo attraverso di esso (tre distanze: il dito, l’oggetto e lo sfondo). Infine proviamo a delineare i contorni degli oggetti che vediamo fra le dita. […] (n.b.: dopo questo è bene fare l’esercizio Palming)
Delineamento dei contorni degli oggetti
Possiamo eseguire ovunque questo esercizio che consiste nell’osservare il contorno di un qualunque oggetto abbiamo davanti a noi: partendo da un qualunque punto del suo perimetro ne seguiamo tutto l’andamento intorno all’oggetto fino a tornare al punto di partenza dove invertiremo il senso del movimento visivo. Si ripete più volte e poi, ad occhi chiusi, mentalmente, si cerca di riprodurre l’esercizio. Sarebbe bene terminare questa pratica con il Palming sopra descritto.
- prima del film qualche goccia di semplice collirio che lubrifichi e decongestioni l’occhio (da chiedere in farmacia ovviamente e se non preesistono malattie e/o allergie al collirio)
… ed eccoci pronti ad immergerci nelle atmosfere del pianeta Pandora! Buona visione!
Sherlock Holmes torna, ed è in forma no comments
Hollywood pesca nel paniere dei miti da raccontare (e far piacere) alle nuove generazioni e con la complicità di Guy Ritchie tira fuori un nuovissimo Sherlock Holmes.
Una Londra fumosa in computer-grafica fa da sfondo ad un caso che spazia dall’occultismo alla corruzione per la coppia Holmes/Watson, con un cattivo davvero diabolico (caratterizzato molto bene dall’attore Mark Strong che a sua volta trovo molto somigliante ad Andy Garcia!)…

Film riuscito nell’insieme, sicuramente anche grazie alla bravura del grande Robert Downey Jr. (Iron Man) e degli attori che ruotano intorno all’investigatore di Londra più famoso della letteratura. Per adattare questo classico ai giorni nostri (già più volte portato in pellicola) si è lavorato molto sul ritmo e sulla “confezione”; è più simile infatti ad un film d’avventura stile Pirati dei Caraibi, con cui condivide un’accurato design e la ricostruzione (digitale) degli edifici d’epoca (c’è uno spettacolare combattimento sul Tower Bridge in costruzione) e con tante scene d’azione molto… fisiche; è chiaro insomma che il concetto è far piacere Sherlock Holmes ai ragazzi di oggi, ma con intelligenza.
Tolto l’iconico copricapo e la mantellina (ma rimane la pipa) anche per lo stesso personaggio di Holmes ci sono degli aggiornamenti, ora eccentrico dandy un po’ decaduto, geniale, vagamente misantropo, ma anche decisamente in forma e lottatore negli incontri clandestini (per pagare l’affitto) e che il violino preferisce pizzicarlo invece che suonarlo in modo classico…
E’ sempre bello vedere svelate le deduzioni (qui rese efficacemente nel montaggio tramite flashback), di un personaggio così acuto che si affida all’intelligenza in un periodo dove la gente è in preda a paure e pende dalle labbra di ciarlatani di ogni religione e magia.
Bello il rapporto tra i due, con più di un indizio su una possibile omosessualità latente (meno da parte di Watson/Jude Law che anzi cerca una compagna e una vita che vada oltre la collaborazione col suo inseparabile ‘collega’), il tema dell’ambiguità nella relazione è comunque è già esplorato e noto nella mitologia holmesiana…

Niente da dire per regia, montaggio, fotografia, insomma la produzione funziona egregiamente, con qualche punta di eccellenza in alcune scene girate a più fotogrammi e poi rallentate (un classico del cinema di oggi) come l’esplosione nel mattatoio e i combattimenti.
Un appunto lo farei sulla storia che ho trovato più un pretesto per introdurre questi “nuovi” personaggi, forse non all’altezza delle investigazioni tipiche di Holmes. C’è inoltre un espediente che mi ricorda vagamente qualcosa di The Illusionist, non vado avanti per non svelare troppo.
A parte questo il film che non è un capolavoro, è comunque un rilancio di un classico molto ben fatto e da vedere anche solo per l’interpretazione irresistibile di Robert Downey Jr.
Prepariamoci quindi al sequel, dove i protagonisti si confronteranno sicuramente con… non lo scrivo, ma i più attenti (o conoscitori del personaggio) già sapranno.
Rating: 




