Posted by admin on 02/07/2010
Il nuovo atteso lavoro di Nolan (regista di The Dark Knight) intitolato Inception che vede protagonista Di Caprio in una storia a metà tra Matrix, Nightmare e James Bond viene pubblicizzato in grande, anzi enorme stile a New York attraverso geniali esempi di ambient marketing sui palazzi:
Fonte FirstShowing.net
Posted by ioDesign on 18/06/2010

Prendendo spunto da un articolo del Sole 24 Ore proviamo a fare alcune considerazioni sulla pubblicità, la comunicazione e il web. Prima di tutto i dati incoraggianti: “gli investimenti su internet sono in costante crescita, come conferma il dato registrato nel 2009: + 6,4 e un valore di 870 milioni di euro. E le previsioni per il 2010 sono ancora migliori: si stima infatti una crescita del 12%, mentre oltre il 90% delle imprese italiane prevedono di aumentare il loro investimento sull’online nei prossimi due anni”.
Sicuramente aumenta la consapevolezza dell’importanza di una comunicazione web, e parallelamente anche la comunicazione sui social media. Legato a questo e aiutato da iPhone, iPad e mobile in genere “Positivo l’e-mail marketing, che sale del 5%”.
Ma possiamo ancora parlare di pubblicità, o sono forme di comunicazione che dovrebbero entrare in una nuova categoria?. Con l’avvento del marketing ci fu un radicale cambiamento delle strategie di comunicazione, sia sul breve che sul lungo termine. (A riguardo ci sarebbero moltre altre considerazioni da fare) ma oggi con nuovi linguaggi, nuovi canali e nuovi modi di far comunicazione si può ancora parlare semplicemente di… pubblicità? E sopratutto, i vecchi metodi sono ancora validi?
Sicuramente su alcuni media, quelli classici, si può ancora parlare di pubblicità, anche se le strategie sono cambiate a fronte delle reazioni dei consumatori, diventati spesso immuni alle pubblicità. Ma per quanto riguarda i nuovi media credo che la pubblicità non centri gran che e forse è persino sbagliato parlare di media marketing, legato appunto al vecchio modo di fare marketing. Il termine che io preferisco è design della comunicazione, ma in sostanza rappresenta un nuovo modo di approcciarsi alle persone che assumono sempre più un ruolo chiave e una maggiore consapevolezza del loro ruolo.
Si delinano quindi due “mondi”:
- quello della pubblicità, nei canali tradizionali (TV in primis) con un target sempre più delineato.
- e un nuovo mondo, quello del web, che rappresenta un nuovo tipo di consumatore ed un nuovo modo di rapportarsi, non parliamo più di target ma di persone, singoli individui e gruppi sociali.
by ioDesign
Posted by admin on 11/03/2010
Con un po’ di anticipo per Tron Legacy che uscirà a Dicembre, Disney si sta muovendo con varie azioni promozionali (virali via web da decifrare che poi sfociano in inviti per proiezioni speciali in cinema selezionati, ecc) così come questa pubblicità che sconfina nell’ambient marketing, molto mirata in quanto visibile ai visitatori del parco tematico Disney World (Florida). Vengono sfruttati i lati della famosa monorotaia che collega le varie aree come lunghissimi pannelli pubblicitari, suppongo che l’idea sia quella di ricordare, quando la monorotaia è in movimento, le “scie” lasciate dalle famose moto virtuali di Tron.
News vista qui
Posted by ioDesign on 26/02/2010
Sul blog Marketing Pilgrim, citando un articolo di Econsultancy (in collaborazione con Online Marketing Summit), è stata fatta un’analisi sul valore del social media marketing. Il report completo di 59 pagine, è disponibile on line in versione ridotta free. Questo analizza, su un campione di 400 aziende americane l’importanza dei social media marketing e le piattaforme più utilizzate. Grande importanza ovviamente ha Facebook, ben l’85% delle aziende lo usano come piattaforma per le loro strategie di marketing. A ruota Twitter (ben il 77%) poi LinkedIn e Youtube.
Il 61% delle aziende esaminate però ritiene che il ritorno sull’investimento (ROI) attraverso media marketing sia scarso, forse però è di per se sbagliato calcolare una cosa “nuova” in modo “vecchio”. Pensando al ritorno in breve termine senza contare aspetti come il valore del brand, la fidelizzazione delle persone e progetti a lungo termine. Infatti solo il 15% delle Imprese valuta l’impatto di Twitter e Facebook in termini di percezione del marchio.
Altro dato significativo è l’importanza che Twitter ha ottenuto in America, pur avendo molte limitazioni negli strumenti disponibili (è sempre un micro-blog da 140 caratteri), è superiore a Facebook come utilizzo da parte delle Aziende… ma forse questo è dato proprio dalla sua estrema semplicità di configurazione oltre che dall’essere low cost.
Ma in Italia dove a parte FIAT e pochi altri neanche sanno cos’è Twitter?…
by_ ioDesign
Posted by ioDesign on 22/02/2010

Una cosa che mi ha sempre dato abbastanza fastidio è una situazione come questa: sono in casa, come sottofondo la tv accesa e ad un certo punto inspiegabilmente durante una pubblicità il volume si alza! troppo! beh, certo attira l’attenzione, ma di che umore potrà trovarmi quello spot? “Neural Advertising: The Sounds We Can’t Resist” un recente articolo del TIME online, mi da modo di parlar proprio di questo. L’importanza del suono! L’articolo infatti conclude proprio sostenendo che le presone rispondono in maniera migliore ad un suono quanto più sottile.
Anche il “neuroscienziato” Read Montague del Baylor College of Medicine, sostiene infatti che il cervello reagisce in maniera positiva proprio quando ci troviamo di fronte a suoni semplici, familiari.. che automaticamente per associazione mentale ci portano a pensare ad una determinata cosa. Nella pratica Martin Lindstrom (che lavora proprio applicando la neuroscienza al marketing) ha ricercato diverse situazioni constatando che il ‘frizzare’ di una bibita gassata o il rumore di una bistecca sul fuoco, ci ricollegano al cibo meglio di una qualunque canzoncina country o jingle ad alto volume.
Questi studi hanno applicazione non solo negli spot televisivi, ma anche nei luoghi deputati allo shopping: esempio ne è lo store 0101 in Giappone dove viene proposto, a seconda dei reparti, un percorso sonoro che va dal canto degli uccelli alle risate di bambini che giocano…
Credo che questo sia un altro esempio di cambiamento da una comunicazione invasiva e “prepotente” ad una più dolce, coerente e “sussurrata”, approccio “nuovo” e quindi, (fino alla prossima ‘assuefazione’ dei consumatori) probabilmente efficace… siete proprietari di un negozio? Direi che è il momento di sostituire la diffusione della vostra radio preferita con suoni riconducibili (magari anche indirettamente) all’immaginario legato ai vostri prodotti.
by_ioDesign